E' il periodo in cui le nostre vite hanno preso la curva sbagliata, capottando definitivamente.
Mio padre iniziò ad accusare degli strani dolori alla vita, che come una sorta di cintura rotante si spostavano dalla schiena alla pancia. Dopo un giorno di lamenti fissi mia madre, infermiera professionale in una clinica privata della nostra città, lo portò dai dottori di sua conoscenza.
I pareri furono discordanti...il chirurgo affermò che c'era una massa sospetta e bisognava aprire subito, il medico generico che poteva essere un problema nevralgico dato da qualche movimento inconsulto. Poi arrivò il cardiologo, un anziano professore rispettato e temuto da tutti nell'ambiente, che senza troppo clamore ipotizzò un problema renale, e con un ecografo portatile scoprì la verità: reni policistici.
Averne uno solo pieno di cisti di dimensioni medio-grandi già costituisce una bella seccatura...figuriamoci entrambi. Mancando la nefrologia nella clinica privata, il cardiologo indirizzò mio padre all'ospedale facendogli il nome del primario di reparto e assicurandogli che quella era una delle "poche unità funzionali" che lavorava bene da noi.
E quindi iniziò il calvario delle visite presso la sanità pubblica.
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